SGdG.com – Il paese e il centro storico

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Transitando vedevi persone sedute nei gradini delle abitazioni o nei portali d’ingresso (u portuni) davanti al loro Mignanu (alla loro entrata) o accostate alla finestra dei davanzali che disscurijanu (parlavano) tra di loro svolgendo le mansioni tradizionali dei prodotti tipici Sangiovannesi.

 

 

Tra le opere di maggiore interesse, da citare le antiche fontane.

La prima fontana in muratura sorta nel paese è la “fontanella dell’arco” sorta nel 1848 alimentata da una sorgiva che si scaturisce dalle fondamenta dal Santuario di Maria SS. della Grazie, ed era situata all’imbocco della strada della montagna (oggi via Oberdan) su un muro di sostegno, successivamente venne trasferita ai piedi della gradinata del Santuario. Oggi accanto alla fontanella, è stata portata alla luce una grotta dove è stata posta la statua della Vergine Maria.

La seconda fontana in muratura del paese è quella di Santa Lucia, con attiguo abbeveratoio eretta nel 1887 all’entrata del paese, alimentata da una sorgente proveniente dal fondo “Torre”

Le tre fontane, erette nel 1907 alimentate da una sorgiva del fondo “villa”, esse  sorreggono non solo la antichità del paese ma immedesimano usanze e costume sangiovannese. Infatti da sempre i contadini di rientro dalla fjumara o dalle campagne adiacenti sono abituali a trattenersi e a rinfrescarsi.

Nel corso degli anni la fontana di Santa Lucia e le tre fontane, sono tate più volte restaurate.

Associazione Culturale “I Cotrari du Pianu” – SAN GIOVANNI DI GERACE (RC)

 

Cartolina risalente agli anni ’50 (Grazie a Massimo Mazzella)

 

…Nc’esti ‘nu pajsei’u, ammenzu a i’ajuvari, chi domina la terra, jassupa a la collina:

‘nu ‘pajseju beju, cu ‘n’aria accussì fina

chi ‘mbàrzama la vita, jà, ‘mbista di lu mari:

nu pajseju anticu, vecchju d’ottucent’anni,

ch’è comu ‘nu prisepiu, e si chjama SANGIUANNI… *

C’è un paesino, immerso tra gli ulivi, che domina la terra lassù in cima alla collina,

un paesino bello, con un’aria così salubre

che toglie il respiro, lì, alla vista del mare:

un paesino antico, vecchio di ottocento anni,

che è come un presepio e si chiama San Giovanni….

Emilio Barillaro

“Il mio bel San Giovanni”

 

La nascita del paese – Cenni storici

San Giovanni di Gerace è un piccolo paese in provincia di Reggio Calabria, situato nella Vallata del Torbido e posizionato a circa 10 km di distanza sia dalla costa del mare Jonio, che dalle splendide montagne delle Serre.

Le sue origini risalgono all’epoca bizantino-basiliana (VI – XI secolo d.C.). Il primo embrione del paese deve con molta attendibilità trarre origine da due avvenimenti storici importanti: da un lato l’affluire nelle zone interne della provincia reggina di popolazioni che qui trovavano riparo dalle incursioni cui erano soggette le zone costiere, dall’altro l’arrivo dei monaci basiliani in Calabria.

Nella zona di San Giovanni furono principalmente due gli stanziamenti monastici basiliani: quello di San Teodoro, situato nella località omonima, e quello di San Giovanni Profeta, Precursore e Battista, posto nella parte più bassa del centro abitato attuale. Attorno a quest’ultimo monastero, con ogni probabilità, nacque il primo nucleo civile del paese, che sarebbe poi diventato il Casale di San Giovanni e che dopo varie denominazioni avrebbe raggiunto, nell’Ottocento, quella ufficiale e definitiva di San Giovanni di Gerace.

Al nascente centro abitato, sorto attorno all’oratorio basiliano, venne attribuito il nome del santo patrono San Giovanni Battista, che ne divenne il protettore, ma più tardi gli fu attribuita la specificazione attestante l’appartenenza alla diocesi e al circondario di Gerace, per distinguerlo da altri centri abitati che portavano lo stesso nome (San Giovanni) e si trovavano nella stessa provincia o regione. In alcuni documenti ecclesiastici il paese viene designato come Casale di San Giovanni, Oppido di San Giovanni, San Giovanni della Prima Calabria Ulteriore, fino alla sua attuale denominazione di San Giovanni di Gerace, in provincia di Calabria Ultra I, cioè di Reggio di Calabria, sancita con un decreto del Re Vittorio Emanuele II del 26 marzo 1863, dietro regolare deliberazione del consiglio comunale del 15 agosto 1862.

Il centro abitato di S.Giovanni era anticamente suddiviso in due raggruppamenti urbani: Jusu Casali (zona bassa del paese) e Susu Casali (zona alta). Questi, a loro volta erano divisi in Rughe (rioni) o “Vineji” (vicoli), contraddistinte da un nome identificativo. Le più popolate erano: u vajuni, jusu casali, u palazzu e u furmali. Questa suddivisione è rimasta fino ai nostri giorni. Luogo di ritrovo abituale è  ’a chjazza situata al centro del paese dove anziani e non s’incontrano e discurrunu.

Una cartolina da San Giovanni di Gerace…

Il centro storico

Camminando nel centro storico Sangiovannese, si possono apprezzare degli autorevoli portici e ammirare dei balconi in ferro battuto, testimonianza tipica dei “forgiari ” del paese.

Da osservare anche delle eccellenti arcate che si prestano come passaggio antecedente a l’ entrata. Si possono distinguere delle scalinate che viste nel contesto della vineja raffigurano un fascino pregevole. Ma sono le stesse vineje nel suo insieme che rappresentano una vista molto affascinante. Alcune sono particolarmente strette che confrontandoli al mondo di oggi costituiscono una forma di sicura appariscenza. Esse erano particolarmente abitate negli anni addietro, tanto da creare dei veri e proprie rioni o meglio nella realtà del luogo “a ruga“.

 

Le Chiese a San Giovanni di Gerace

La Chiesa Parrocchiale (Matrice) dedicata a Santa Maria AssuntaIl Santuario di Maria Santissima delle GrazieLa Chiesa del Patrono San Giovanni Battista Le altre chiese rurali